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La Cucina Italiana è Patrimonio dell’Umanità: il Fermano celebra il primato tra banchi di scuola e tradizioni secolari

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Non è soltanto una questione di ricette, ma di identità profonda, di riti che si tramandano e di un tessuto sociale che trova nella tavola il suo collante più autentico. Con il recente riconoscimento della Cucina Italiana quale Patrimonio Immateriale dell’Umanità, l’Italia ha segnato un primato mondiale che onora la tradizione familiare e la cultura del fare. Per celebrare questo traguardo storico, la Presidenza dell’Istituto “Carlo Urbani” ha ospitato stamane la conferenza stampa di presentazione della "Conviviale Ecumenica Straordinaria", un evento di alto profilo che il prossimo 19 marzo vedrà convergere a Montegiorgio il mondo della scuola, della sociologia e dell'associazionismo gastronomico. A fare gli onori di casa alle ore 11:00 è stata la Dirigente Scolastica Laura D’Ignazi, affiancata dal Vicepreside Mario Andrenacci. L’incontro ha sancito una sinergia preziosa con l’Accademia Italiana della Cucina (Delegazione di Fermo), rappresentata dal Delegato Fabio Torresi e dalla Simposiarca Maura Raccichini, insieme al contributo tecnico del prof. Enrico Maria Rimbano, docente dell’Istituto e Vicepresidente dell’Associazione Cuochi Fermani. L’evento si svolgerà giovedì 19 marzo presso il ristorante "Oscar e Amorina", scelto strategicamente per la sua vocazione nel mantenere vive le radici culinarie del territorio. Il programma si aprirà con un convegno scientifico intitolato "La Cucina di Comunità", durante il quale il prof. Catani parlerà del caso della cucina italiana patrimonio culturale immateriale dell’umanità riconosciuto dall’Unesco,  il sociologo Massimiliano Colombi e lo studioso Luigi Rossi analizzeranno il cibo come specchio di un popolo. In particolare Rossi dedicherà un approfondimento alla figura della "vergara", pilastro della civiltà contadina marchigiana e custode di saperi ancestrali. Le conclusioni del convegno saranno affidate proprio alla Dirigente D’Ignazi, a sottolineare il legame indissolubile tra l'Accademia e il Polo Urbani nella costruzione di un futuro consapevole per le nuove generazioni. Proprio gli studenti saranno i veri protagonisti dell'evento: la Dirigente ha infatti annunciato il coinvolgimento di circa 35 alunni dell’Indirizzo Servizi per l’Enogastronomia e l’Ospitalità Alberghiera. I ragazzi vivranno un’esperienza formativa integrale, partecipando prima alla parte teorica del convegno per poi passare "ai fuochi" e in sala, dove cureranno la preparazione e il servizio della cena ecumenica guidati dalle docenti Erica Magnante e Barbara Gasparrini. Il prof. Enrico Maria Rimbano ha voluto rimarcare come questa collaborazione tra scuola e associazioni di categoria rappresenti un modello virtuoso: conoscere le tradizioni del territorio non è un esercizio di nostalgia, ma uno strumento indispensabile affinché i futuri chef possano affrontare il mercato globale con una firma identitaria forte. La serata culminerà in quello che è stato definito un "esercizio di memoria": un menù che rifugge i sofismi del fine dining per riscoprire il senso del pranzo della domenica. Tra il profumo del ragù e il suono del mattarello sulla spianatora, verranno serviti i piatti simbolo della tradizione fermana, come le tagliatelle e il pollastro al forno con patate. Un omaggio alla "cucina di casa" che l'UNESCO ha deciso di proteggere e che il Polo Urbani, insieme ai suoi partner, si impegna a traghettare nel domani.

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